Aceto balsamico tradizionale - consorzio di Reggio Emilia

Aceto balsamico tradizionale consorzio tra i produttori di aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia


Pesce, carni, verdure, persino i dolci: l’aceto balsamico nobilita ed esalta ogni sapore.
Sulle pietanze calde è bene aggiungere l’aceto balsamico pochissimi istanti prima del termine della cottura, per evitare che i suoi preziosi aromi vadano in fumo. Meglio ancora versarlo direttamente sul piatto di portata.

Ma, trattandosi di un condimento così prezioso, è bene considerare anche quello che non bisogna fare. È una specie di galateo dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia: poche semplici regole per trarre il massimo del piacere gustativo da ogni sua goccia.


L’Aceto Balsamico Tradizionale va usato preferibilmente a crudo, per insalate o pinzimoni, per esaltare il sapore di una maionese, per fare salse o intingoli, per arricchire scaglie di grana o impreziosire pesci lessati o carni bianche.

Si abbina perfettamente con macedonie di frutta o gelato di crema, ed è superlativo con il cioccolato. Nelle marinature esalta le carni di selvaggina e di animali da cortile, in particolare il coniglio. In cucina è meglio utilizzare il Bollino Aragosta, che va aggiunto praticamente a fine cottura, giusto il tempo per insaporire la ricetta, senza disperdere il suo straordinario aroma e la preziosa complessità del suo bouquet: pochi secondi sono l’ideale per sfumare scaloppe, rognonata di agnello, tagliate di carni rosse o fegatelli in genere.


L’Aceto Balsamico Tradizionale ha un carattere spiccato, un sapore ricco di personalità. Come tutti i grandi prodotti di gastronomia, ad esempio il caviale, il tartufo, il fegato d’oca, deve essere il protagonista assoluto del piatto, non ama sovrapposizioni con altri sapori che finirebbero per annullarsi a vicenda, vanificando la preziosità del profumo e del gusto di questo straordinario condimento.

Evitate quindi di usarlo su cibi piccanti o speziati, o in ricette che già prevedono la cottura nel vino: sarebbe uno spreco.
Sempre in tema di spezie, da evitare l’accostamento con il pepe, il peperoncino e l’anice stellato, mentre si ottengono risultati piacevoli dall’unione con la vaniglia, la cannella e il ginepro.


Tutte le cose preziose e raffinate, se ostentate, diventano di cattivo gusto; così anche l’Aceto Balsamico Tradizionale va dosato a piccole dosi, per esaltare i sapori e non per coprirli.
Va usato con la parsimonia che si deve a un condimento prezioso in tutti i sensi.

Bastano poche gocce per trasformare un semplice gelato alla crema in uno squisito e aromatico dessert, o un semplice pesce lessato in un piatto da intenditori.

Il troppo stroppia: lo sanno benissimo i cultori del gusto, che con gesti rituali dispensano poche gocce di questo elisir di bontà su un tocchetto di parmigiano reggiano o su una fetta di prosciutto crudo.


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